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Autore: Alessia Barra

BIM e architettura alpina: costruzioni ad alta quota

L’architettura alpina, con le sue radici profonde che affondano nella tradizione del luogo, e con la sua capacità di adattarsi alle condizioni ambientali più estreme, costituisce una sfida affascinante e una fonte di ispirazione continua per i progettisti contemporanei.

In questo contesto, l’uso del Building Information Modeling (BIM) emerge come una risorsa fondamentale per affrontare la sfida della progettazione in ambiente alpino.

Infatti, si tratta di strutture che devono essere in grado di affrontare temperature rigide, agenti atmosferici di forza superiore rispetto a quelli che si verificano in città. In più, devono garantire degli elementi strutturali e di design, in grado di adattarsi al meglio all’ambiente circostante, per garantire una giusta armonia paesaggistica.

Scopriamo di più su come il BIM può dare il suo contributo nella progettazione e realizzazione delle architetture alpine.

Architettura alpina tradizionale: una lezione di sostenibilità

Durante il “Rinascimento Alpino”, l’architettura alpina si sviluppò come risposta alle condizioni ambientali estreme delle Alpi. Le case alpine, costruite con maestria utilizzando materiali locali come pietra e legno, rappresentavano un connubio armonioso con l’ambiente circostante.

La funzionalità era al centro del loro design, infatti dovevano garantire degli ambienti adatti all’agricoltura, all’allevamento, all’artigianato e al commercio di beni. Solo successivamente questi spazi vennero adibiti all’attività turistica.

Le tecniche costruttive, come l’uso di pietra per la resistenza e la durata o il legno, contribuivano alla robustezza delle abitazioni. I tetti, sorretti da strutture in legno, spesso erano coperti da lastre di pietra, in modo tale da rendere la struttura perfettamente integrata al paesaggio circostante.

Ogni regione alpina sviluppò tipologie edilizie specifiche, creando un panorama architettonico unico e caratteristico. Delle vere e proprie strutture sostenibili realizzate con materiali del luogo.

Architettura alpina contemporanea: innovazione e sostenibilità

Nell’architettura contemporanea alpina, la sfida è quella di mantenere la sintonia con il paesaggio circostante mentre si adottano principi di sostenibilità e innovazione tecnologica senza precedenti. 

Materiali come l’acciaio e il vetro sono tra i più utilizzati grazie alle loro qualità strutturali. In più, garantiscono degli ambienti luminosi in cui ammirare il meraviglioso panorama alpino. Perché nascondere questi paesaggi mozzafiato quando si possono utilizzare delle robuste vetrate in grado di climatizzare l’ambiente?

La sostenibilità continua ad essere un elemento fondamentale dell’architettura contemporanea in alta quota: con l’utilizzo diffuso di isolamento avanzato, energia solare e recupero del calore attraverso energia sostenibile, le strutture alpine sono degli esempi perfetti di ingegneria ecologica.

Esempi come il Berghaus Sulzfluh in Svizzera incarnano l’approccio contemporaneo, combinando design innovativo e tecnologie avanzate per garantire comfort ottimale in ambienti montani estremi.

BIM nell’architettura alpina: un alleato essenziale

Il BIM, metodologia digitale che crea modelli tridimensionali virtuali dettagliati, si dimostra cruciale nella progettazione in ambienti alpini. Infatti, questo approccio consente una pianificazione accurata, in grado di tenere inconsiderazione più fattori, come ad esempio l’esposizione al sole, la pendenza del terreno e condizioni climatiche straordinarie. 

Attraverso la modellazione 3D e la simulazione, i software BIM permettono la valutazione dell’efficacia delle soluzioni di progettazione in termini di isolamento termico, resistenza strutturale e design complessivo. Questo è essenziale per garantire che gli edifici alpini contemporanei siano in grado di affrontare le mutevoli sfide climatiche, sempre senza venir meno all’aspetto estetico, in grado di rendere amalgamarsi al meglio con l’ambiente naturale.

Inoltre, il BIM facilita la collaborazione tra figure professionali coinvolte nella progettazione, riducendo i rischi di errori e ottimizzando l’efficienza in tutte le fasi del progetto. Questo aspetto è di vitale importanza, soprattutto trattandosi di strutture costantemente esposte a intemperie e alla forza di gravità che su determinati dislivelli, sicuramente non aiuta. Le informazioni che il BIM consente di raccogliere, inoltre, possono fornire dei dati fondamentali anche sullo stato del terreno su cui viene edificata l’architettura, per monitorare costantemente la solidità del terreno su cui giace.

Esempi concreti di architetture alpine realizzate attraverso il BIM

Ora che abbiamo visto quanto il BIM sia un alleato fondamentale per le architetture alpine, scopriamo insieme alcuni degli esempi più rappresentativi dell’applicazione di questa metodologia innovativa applicata all’ambiente alpino negli ultimi anni in territorio italiano e internazionale:

Rifugio del Monte Bianco – Italia

Il rifugio, situato sul versante italiano del Monte Bianco, rappresenta un esempio di architettura alpina contemporanea progettata con l’ausilio del BIM. I progettisti hanno utilizzato modelli tridimensionali dettagliati per considerare la pendenza del terreno, le condizioni climatiche e la disposizione ottimale degli spazi interni. Il BIM ha facilitato la collaborazione tra architetti, ingegneri ed esperti ambientali, garantendo una progettazione integrata e sostenibile.

Chalet Moderno a Zermatt – Svizzera

Uno chalet moderno nella pittoresca località di Zermatt è un esempio di architettura alpina che coniuga tradizione e innovazione. Utilizzando il BIM, i progettisti hanno ottimizzato la disposizione degli ambienti per massimizzare l’efficienza energetica e la vista panoramica sulle Alpi svizzere. La simulazione ambientale fornita dal BIM ha consentito di valutare l’impatto del design sul consumo energetico e sul comfort termico.

Complesso Residenziale a Chamonix – Francia

Un complesso residenziale nelle vicinanze di Chamonix, progettato attraverso il BIM, riflette l’architettura alpina contemporanea. I modelli BIM hanno consentito una pianificazione dettagliata dell’esposizione al sole e delle pendenze del terreno, contribuendo a creare un ambiente abitativo confortevole. L’uso di materiali moderni e sostenibili, integrato con le tecniche costruttive tradizionali, caratterizza il connubio tra passato e presente.

Eco-Lodge nelle Dolomiti – Italia

Un eco-lodge immerso nelle Dolomiti è stato sviluppato attraverso il BIM per massimizzare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale. I modelli BIM hanno consentito di ottimizzare la disposizione degli elementi architettonici, considerando l’angolazione ottimale delle finestre per sfruttare al meglio la luce solare. La simulazione ambientale ha contribuito a garantire che il lodge si integrasse armoniosamente nel suo contesto alpino.

Centro Visitatori del Parco Nazionale Svizzero – Engadina

Il Centro Visitatori, progettato con l’approccio BIM, rappresenta un esempio di architettura alpina che celebra la connessione con la natura. L’utilizzo di materiali locali e il design eco-sostenibile sono stati ottimizzati attraverso l’analisi BIM per garantire il rispetto dell’ambiente circostante. La collaborazione tra professionisti tramite il BIM ha facilitato l’armonizzazione tra estetica alpina e modernità.

Questi esempi dimostrano come il BIM sia diventato un alleato essenziale nella progettazione dell’architettura alpina contemporanea, consentendo una progettazione accurata, sostenibile e integrata.

In conclusione, l’architettura alpina, con la sua ricca tradizione e la sua evoluzione contemporanea, offre una panoramica affascinante di come la progettazione possa coniugare innovazione e rispetto dell’ambiente. Con l’ausilio del BIM, i progettisti possono affrontare le sfide uniche di questi paesaggi in modo preciso, sostenibile ed efficiente, creando edifici iconici che sanno di futuro, senza venir meno agli aspetti più tradizionali e caratteristici dell’ambiente alpino.

Digital Twin: tutti i vantaggi per il settore delle costruzioni

Il digital twin consiste nell’elaborazione di un modello virtuale di un oggetto fisico esistente. Ovvero nella creazione di un vero e proprio gemello intangibile che racchiuda molte più informazioni di quante, a prima vista, la realtà fisica potrebbe mai dare.  

Uno dei possibili settori futuri dell’applicazione del digital twin è l’edilizia. Infatti, rappresenta a pieno ciò che viene definito IoT: Internet of Things, ovvero il network di oggetti mappati tramite sensori, software e tecnologie che permettono di essere interconnessi attraverso la rete internet, al fine di comunicare dati su sé stessi o accedere a informazioni di terze parti. Tutto questo applicato al mondo dell’edilizia porta a risultati stupefacenti in termini di risparmio economico e velocità di realizzazione. 

La rappresentazione virtuale è ottenuta tramite rilievo digitale basato su tecnologie avanzate come le scansioni laser basate su nuvole di punti, e le informazioni ricavate sono costantemente aggiornabili e confrontabili con le precedenti per garantire un miglioramento, anche a lungo termine, dell’edificio. 

Grazie al digital twin l’interconnessione con sistemi sensoriali è possibile monitorare dati storici, temperatura, qualità dell’aria, consumo energetico e migliorare il comfort abitativo dell’asset. Inoltre, il digital twin può essere sfruttato per tutto il ciclo di vita di un edificio: progettazione, costruzione, gestione e manutenzione. 

BIM o Digital Twin?

La differenza tra BIM e Digital Twin è sottile, infatti sono molti più gli aspetti che accomunano i due metodi: entrambi si basano su una modellazione tridimensionale di un asset e in una raccolta di informazioni sfruttabile a lungo termine. Ciò che li differenzia è una questione di temporalità. Infatti, il BIM si focalizza principalmente sul prima, ovvero l’asset viene costruito e progettato in ottica BIM fin dalle sue prime fasi di vita. Il Digital Twin invece subentra, di solito, successivamente, ovvero per un edificio già esistente di cui, per esempio, tramite rilievo digitale, si raccolgono dati utili per ricrearlo, monitorarlo e migliorarne le interazioni con ambiente e persone. 

Il digital twin risulta essere quindi l’unione del modello informativo fornito dal Building Information Modeling e lo Smart Building o l’existing condition: l’utilizzo di una piattaforma digitale che permette di rilevare in tempo reale tutte le informazioni legate a un edificio, per migliorarne comfort ed efficienza. 

Il digital twin può anche essere sviluppato per prevedere il risultato finale di un progetto; infatti, è molto più semplice manipolare e alterare i parametri di costruzione di un edificio virtuale piuttosto che di uno fisico, rendendo l’intero processo di progettazione molto più economico, preciso e veloce. 

Costi del Digital Twin

I costi del digital twin si concentrano in due momenti: 

  • Fase di Creazione  
  • Fase di Manutenzione 

I costi di queste due fasi variano a seconda di quanto complessa, grande o ricca di dati vogliamo che sia la copia virtuale del nostro edificio fisico, nonché dalle tecnologie necessarie per realizzarla (ad esempio l’implementazione di software e hardware). 

In termini di ROI (Return of Investment) secondo Dodge Data and Analytics, l’82% degli utilizzatori della tecnologia BIM o Digital Twin dichiara un ROI positivo soprattutto se si confrontano i costi con il risparmio generato nel corso di vita del digital twin. Risulta chiaro, quindi, che l’investimento iniziale viene ripagato e addirittura superato, dal risparmio che consegue a questo tipo di metodo di raccolta e mantenimento di informazioni. 

In base ai dati riportati da Cities Today, il digital twin potrebbe ridurre del 35% i costi di manutenzione e aumentare del 20% la produttività, arrivando a 280 miliardi di dollari di risparmio sulla pianificazione urbana entro il 2030. 

BIM al naturale: il design in legno della nuova Stockolm Wood City

L’avvento del Building Information Modeling (BIM) ha rivoluzionato il modo in cui concepiamo, progettiamo e costruiamo gli edifici. In questo contesto, il legno, un materiale tradizionale dall’innegabile calore e fascino, sta vivendo una nuova vita grazie alla potenza del BIM. Questa sinergia tra tecnologia e tradizione sta plasmando il futuro del mondo delle costruzioni.

La modellazione digitale sta ridefinendo l’utilità del legno come materiale costruttivo, rendendolo protagonista di progetti sostenibili, efficienti ed esteticamente belli eall’avanguardia.

Il legno, con la sua storia ricca e le sue qualità intrinseche, si rinnova attraverso il BIM, contribuendo a plasmare un futuro in cui l’architettura risponde alle esigenze della società moderna senza compromettere l’ambiente.

Questa connessione tra passato e futuro, tra tradizione e tecnologia, ci offre un approccio integrato per costruire in modo responsabile, portando nuova vita al legno nella nostra ricerca di soluzioni costruttive innovative e sostenibili.

Stockholm Wood City, il progetto ambizioso destinato a diventare la più grande città al mondo costruita interamente in legno, è un esempio importante dell’innovazione svedese nel settore dell’edilizia sostenibile. Situato nel quartiere di Sickla, nella parte meridionale della capitale svedese, questo vasto complesso di edifici si propone di trasformare il panorama urbano con 250 mila metri quadrati dedicati a settemila uffici e duemila abitazioni. L’inizio dei lavori è previsto per il 2025 e i primi edifici di Stockholm Wood City dovrebbero essere completati entro il 2027.

Stockholm Wood City anteprima rendering
Rendering Stockholm Wood City | Credits: Henning Larsen

Una Rivoluzione in legno

La decisione di costruire l’intera città in legno rappresenta una svolta significativa nel panorama dell’architettura e dell’edilizia sostenibile. Il progetto sfida i limiti convenzionali, promuovendo una transizione dal cemento al legno come materiale principale nella costruzione di edifici moderni.

La richiesta sempre crescente di soluzioni innovative e sostenibili per la casa ha ispirato questa iniziativa, che è si è guadagnata un posto sotto i riflettori dell’architettura mondiale. Una scommessa sostenibile su cui molte realtà imprenditoriali non vedevano l’ora di poter scommettere.

Sostenibilità ambientale e benessere

Immagine edificio in legno e vetrate

Il passaggio al legno come materiale principale non è solo una scelta estetica ma una decisione ponderata per garantire benefici ambientali e migliorare la qualità della vita nelle città. Infatti, le strutture in legno possono agire come serbatoi di anidride carbonica, contribuendo alla riduzione delle emissioni e migliorando la qualità dell’aria. Questo non solo promuove la sostenibilità ambientale ma può anche avere impatti positivi sulla salute e sul benessere delle persone che vivono nelle aree circostanti.

Il progetto si basa su una visione olistica che considera il ciclo di vita degli edifici: utilizzando il legno come principale materiale da costruzione, Stockholm Wood City si impegna a garantire un ambiente interno più sano e confortevole. La capacità del legno di regolare l’umidità e fornire un isolamento termico efficace contribuisce a trasformare gli ambienti in luoghi confortevoli da vivere.

Autosufficienza ed efficienza energetica

Stockholm Wood City abbraccia la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature, compresa l’autosufficienza energetica e l’efficienza. L’integrazione di pannelli fotovoltaici consentirà agli edifici dell’area di produrre energia pulita e sostenibile, riducendo la dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili. 

Le strutture abilmente coibentate, oltre a fornire un’efficace protezione termica, ridurranno la necessità di utilizzare sistemi di riscaldamento o condizionamento. Questa progettazione oculata mira a garantire un controllo ottimale della temperatura interna, riducendo al minimo l’impatto ambientale e contribuendo a una maggiore efficienza energetica complessiva.

In conclusione, Stockholm Wood City si preannuncia come un simbolo dell’impegno svedese verso l’innovazione e la sostenibilità nell’edilizia. Questo ambizioso progetto dimostra che è possibile costruire città intere utilizzando il legno come principale risorsa, aprendo la strada a una nuova era di edifici sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Con la sua combinazione di design all’avanguardia e materiali naturali, Stockholm Wood City offre una visione della città del futuro, dove la sostenibilità e il benessere sono al centro della progettazione urbana.

L’uso del BIM nella progettazione e costruzione con il legno rappresenta una simbiosi perfetta tra tradizione e innovazione che in futuro ci garantirà sempre più capolavori d’architettura dal sapore naturale e perfettamente in grado di donare un tocco di calore al freddo e grigio skyline cittadino.

Appalti Pubblici: la rivoluzione digitale comincia da ora

A partire da martedì 2 gennaio, il panorama degli appalti e dei contratti pubblici in Italia ha subito la trasformazione digitale tanto attesa, conformemente alle nuove disposizioni del Codice degli Appalti preannunciate nel 2023.

Questa rivoluzione coinvolge tutti i contratti di appalto o concessione, indipendentemente dall’importo, sia nei settori ordinari che in quelli speciali. E sembra proprio un passo nella direzione giusta per un futuro più innovativo e semplice nella gestione e amministrazione degli Appalti Pubblici.

Il Decreto Legislativo che ha dato inizio alla rivoluzione digitale

Grazie al Decreto Legislativo n. 36 del 31 marzo 2023, noto come il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici, l’Italia è entrata in quella che possiamo definire una rivoluzione digitale senza precedenti, grazie all’introduzione di Piattaforme di approvvigionamento digitale destinate a fare la differenza nel settore degli Appalti Pubblici.

Le Regole Tecniche di questo cambiamento innovativo sono state rilasciate dall’AGID: Agenzia per l’Italia Digitale, e si sono rivelate fondamentali per realizzare un quadro normativo adatto a dare vita alle attuali Piattaforme.

L’AGID ha stabilito un vero e proprio insieme di norme che comprende anche la definizione di protocolli di sicurezza per una maggiore protezione dei dati sensibili durante le transazioni.

Ma andiamo a vedere più da vicino quali sono le due novità più importanti introdotte da questa rivoluzione digitale, ovvero la Banca Dati Anac e il Fascicolo dell’Operatore Economico.

La chiave del cambiamento: Banca Dati Anac

Concetto di cloud e Banca Dati sicura

Il fulcro di questo nuovo sistema di appalti digitali è rappresentato dalla Banca Dati Anac.

Questa banca dati, infatti, ha la capacità di interagire con le piattaforme certificate utilizzate dalle stazioni appaltanti, e di collegarsi con le banche dati statali contenenti le informazioni cruciali per la gestione di tutte le fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici.

Le stazioni appaltanti adotteranno piattaforme di approvvigionamento digitale certificate, obbligatorie per ogni ente pubblico, che saranno coinvolte in diverse attività, tra cui:

– la redazione o acquisizione degli atti di gara

– la trasmissione di dati e documenti alla Banca Dati Anac

– l’accesso alla documentazione di gara

– la presentazione del Documento di gara unico europeo

–  la presentazione delle offerte

– l’apertura, gestione e conservazione del fascicolo di gara

–  il controllo tecnico, contabile e amministrativo dei contratti in fase di esecuzione

– la gestione delle garanzie.

Insomma, sembra proprio che la Banca Dati darà un contributo importante nel migliorare l’efficienza di ogni step necessario nelle diverse fasi di gara.

Non dimentichiamo, inoltre, che in questo modo i dati verranno conservati e gestiti nel modo corretto con un monitoraggio attendibile e scrupoloso destinato a cambiare in meglio l’universo degli Appalti Pubblici.

Il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico

Un’altra innovazione significativa introdotta a partire da gennaio 2024 riguarda il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico, che avrà un impatto non solo sulle amministrazioni pubbliche ma anche sugli operatori economici partecipanti alle gare.

Grazie all’interoperabilità del sistema, il fascicolo consentirà l’accesso alle informazioni sull’ Operatore Economico per verificare il possesso dei requisiti necessari per partecipare agli appalti pubblici in modo più rapido e affidabile. Inoltre, proverà l’assenza di eventuali elementi che porterebbero all’esclusione dalla gara ispezionando il casellario giudiziale, i certificati antimafia e la regolarità fiscale e contributiva, in modo totalmente imparziale.

I dati e i documenti presenti nel fascicolo, inseriti dall’Operatore Economico attraverso funzionalità dedicate, saranno aggiornati automaticamente dagli enti certificatori, ovvero dal Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno, l’INPS, l’INAIL e l’Agenzia delle Entrate. In questo modo L’Operatore risparmierà del tempo prezioso e si diminuirà il rischio d’errore.

Punti di forza e criticità della Trasformazione Digitale

Ora che abbiamo visto i due più grandi cambiamenti introdotti nella gestione digitale degli Appalti Pubblici, scopriamo quali sono i punti di forza e le criticità di questa trasformazione.

Cominciamo con i lati positivi:

  • Efficienza operativa: la digitalizzazione dei contratti pubblici consente di ridurre i tempi di esecuzione e migliorare l’efficienza operativa delle Stazioni d’Appalto, diminuendo il rischio d’errore umano grazie alle procedure automatizzate.
  • Trasparenza: la disponibilità online delle informazioni promuove una maggiore trasparenza e rende più accessibili le opportunità d’appalto agli operatori. In merito al tema della trasparenza di queste nuove modalità di gestione digitali, si è espresso anche il Presidente Anac Giuseppe Busia:


“I dati rappresentano da un lato una fonte di ricchezza e di conoscenza, dall’altro permettono di rendere le decisioni della pubblica amministrazione più trasparenti ed intellegibili”

  • Interoperabilità: grazie alla digitalizzazione, lo scambio dei dati avverrà in modo più rapido e integrato, migliorando la coerenza e l’interoperabilità tra le piattaforme di approvvigionamento digitale.

Le criticità di questo enorme cambiamento, invece, sono riconducibili principalmente a due fattori:

  • Investimento economico: l’aggiornamento di tutte le infrastrutture e il loro adeguamento a questo nuovo modus operandi digitale non sarà economico. I costi inziali previsti sono elevati, sia per fornire la strumentazione tecnologica necessaria, sia per formare adeguatamente i professionisti.
  • Privacy e sicurezza: come anticipato, la gestione dei dati personali e la protezione delle informazioni sensibili sono essenziali. Sarà necessario, quindi, garantire delle misure di sicurezza informatica all’avanguardia in grado di ridurre la possibilità di fughe di dati. L’AGID sembra essersi già mossa in questa direzione e aver testato più volte le piattaforme per scongiurare questo pericolo.

In conclusione, possiamo dire che il 2024 sarà un anno importante per la digitalizzazione degli Appalti Pubblici, e servirà da spartiacque tra passato e futuro, rendendo finalmente accurato ed efficiente un settore che in passato risultava lento, macchinoso e poco intuitivo. 

La speranza è che l’armonizzazione delle piattaforme e la loro conformità agli standard europei porti a una maggiore internazionalizzazione degli appalti pubblici e promuova una collaborazione più ampia, in grado di spingersi oltre al territorio nazionale.

BIM: le figure professionali

Il Building Information Modeling (BIM) e la sua ascesa hanno portato all’affermarsi di nuove figure professionali specializzate nella gestione dei processi informativi digitali, della modellazione informativa 3D e della raccolta e condivisione di queste informazioni col fine di ottimizzare tempi e costi di progettazione e realizzazione di nuovi asset.  

grattacieli come esempio di architettura moderna

L’implementazione del macrocosmo BIM è dovuta principalmente alla pubblicazione della parte 7 della norma UNI 11337, che è andata a delineare queste figure professionali nello specifico a livello di competenze e responsabilità. 

Le quattro figure professionali BIM

Le figure professionali descritte dalla normativa italiana riguardo al Metodo BIM sono quattro. Questi 4 ruoli sono da considerarsi degli ingranaggi necessari per far funzionare la macchina BIM al meglio, ognuno di questi ruoli è essenziale a partire dal BIM Manager fino ai BIM Specialist. 

Vediamo nello specifico di cosa si occupa ognuno di loro 

1) BIM Manager: responsabile dell’organizzazione e gestione di uno o più progetti multidisciplinari in BIM, nonché delle strategie e dei processi aziendali in ambito BIM. 

Gestisce e aggiorna periodicamente le linee guida di organizzazione sulla gestione informativa per tutte le discipline, coordinando le attività delle altre figure operative. Garantisce il coordinamento del progetto, gestendo i ruoli e le fasi previste. 

Le sue attività possono essere sintetizzate come segue: 

  • Acquisire nuove risorse 
  • Coordinare a livello generale risorse ed aspetti organizzativo relativi commesse in capo all’organizzazione per cui lavora, incluso l’andamento del budget previsto per le singole commesse 
  • Definire e promuovere l’implementazione aziendale rispetto al BIM e agli strumenti di lavoro, di cui misura, anche, il livello progressivo di maturità 
  • Redigere l’Offerta di Gestione Informativa 
  • Redigere il Capitolato Informativo lato Stazione Appaltante 
  • Redigere il Piano per la Gestione Informativa interno all’azienda 
  • Relazionarsi con la Committenza in qualità di delegato dell’organizzazione rispetto al Sistema di Gestione Qualità (ISO 9001) ed agli standards dei contenuti informativi. 

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2) BIM coordinator: coordina i BIM Specialist coinvolti nel progetto per garantire l’applicazione degli standard e dei processi tramite l’utilizzo di software necessari per il coordinamento delle attività. Coordina le diverse discipline e risorse coinvolte, organizza l’aggregazione dei contenuti informativi e si assicura della corretta applicazione degli standards aziendali stabiliti dal Manager e specificati nel PGI (Piano di Gestione Informativa). Inoltre, si occupa di regolare le risoluzioni di eventuali interferenze durante lo sviluppo del progetto. 

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Persone che prendono annotazioni su pc e su carta

3) CDE Manager: in qualità di gestore dell’ambiente di condivisione dei dati, si occupa dell’ambiente di scambio dati, sia che esso sia previsto dalla realtà per cui lavora, sia che sia legato ad una commessa specifica e, dunque, regolato da un contratto. Cerca soluzioni di rete e cloud più adatte alla commessa, supporta il BIM Manager nello sviluppo di strategie rispetto all’ambiente di condivisione, si occupa di protezione dei dati e correttezza dei flussi informativi garantendo tracciabilità e interoperabilità. 

Clicca qui per scoprire di più sulla certificazione da CDE Manager. 

4) BIM Specialist: mediante l’ausilio di un software di Model Authoring si occupa della modellazione informativa 3D ed eventualmente modifica in corso d’opera i modelli BIM e gli oggetti a essi correlati e le loro librerie, esegue l’estrazione dei dati. Svolge anche l’analisi tecnica utilizzando la documentazione aziendale per la produzione di elaborati e modelli (standard e procedure).  

progetto al computer attraverso il BIM

Un BIM Specialist è specializzato in un particolare settore che può essere uno tra i seguenti: 

  • Architettura: progettazione, realizzazione e gestione di opere edili in campo residenziale, culturale ed amministrativo, sportivo e dello spettacolo, produttivo e commerciale e di pianificazione territoriale. 
     
  • Strutture: progettazione e costruzione di strutture di edifici civili, industriali o destinate ad opere infrastrutturali 
  • Impianti: progettazione e installazione di impianti meccanici, elettrici e idraulici (denominata MEP). 
     
  • Infrastrutture: alla progettazione, realizzazione e gestione di opere infrastrutturali quali, ad esempio, strade, ferrovie, opere di sbarramento fluviale, reti tecnologiche, opere portuali e tutte quelle opere che hanno una forte interconnessione con il territorio nel quale sono inserite. 

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I vantaggi della certificazione BIM

Perché diventare un esperto BIM Certificato 

In questo articolo vedremo quali sono i vantaggi del BIM a livello professionale, quali sono le prospettive future del BIM e come posizionarsi in modo efficace nel mercato proprio grazie alle nostre certificazioni BIM

Sappiamo che a prima impressione la certificazione BIM può sembrare un percorso costoso o impegnativo a livello di tempo, è ragionevole domandarsi se ne valga la pena o meno, proprio per questo oggi cercheremo di rispondere alla domanda: perchè dovrei ottenere una certificazione BIM? Che vantaggi ne trarrei?

riferimenti legislativi
  1. UFFICIALITA’ DEL RICONOSCIMENTO 

Le nostre certificazioni sono ufficialmente rilasciate dall’Ente Italiano di accreditamento, Accredia, quindi hanno un valore legale a tutti gli effetti, ai sensi della L. 4/2013. 

Con il rilascio del certificato viene attestata la conformità di conoscenza ed abilità tecniche e delle esperienze lavorative rispetto alla norma UNI 11337-7 e che esse sono state verificate secondo la norma PDR UNI 78:2020. 

Ma non solo la legge è dalla parte del BIM, lo è anche, di conseguenza, il mercato del lavoro. Infatti, in seguito a questa presa di posizione, le stazioni appaltanti hanno cominciato a privilegiare la trasformazione BIM, andando a incentivare a loro volta la conversione alla modellazione informativa 3D, ormai necessaria se si vuole stare al passo con i tempi e avere più probabilità di aggiudicarsi un appalto, soprattutto se si lavora ad appalti pubblici. Ottenere una certificazione BIM, quindi, può renderti un valore aggiunto per le tue future occasioni professionali che si possono presentare durante tutte le fasi di processo. 

grafico con i settori di interesse del BIM
  1. OPPORTUNITA’ LAVORATIVE 

La certificazione BIM è sinonimo di garanzia: nel mercato lavorativo attuale, legato al mondo AEC, essere un esperto BIM apre le porte ad un ventaglio di collocazioni nuove e diverse, motivo certo di crescita personale e professionale. Grazie alla certificazione BIM potrai: 

  • Fornire garanzia della effettiva competenza secondo il profilo definito dalla norma 
  • Valorizzare la tua offerta sul mercato distinguendoti dai competitor 
  • Partecipare a gare di servizi BIM come supporto al RUP qualificato 

Inoltre, l’analisi degli investimenti delle aziende in ottica BIM mostra con chiarezza quanto il Building Information Modeling stia acquisendo sempre più spazio nella pianificazione, realizzazione e gestione degli asset, e il valore che le aziende stesse stanno iniziando ad attribuirgli. Diventare un esperto BIM certificato quindi ti dà l’opportunità di affermarti in un mercato totalmente in crescita e in via di sviluppo in cui le imprese stanno già investendo.

grafico imprese che hanno effettuato investimenti in BIM
  1. PUNTEGGI PIU’ ALTI NELLE GARE DI APPALTO 

In vista dell’obbligatorietà graduale dell’uso della metodologia BIM nelle gare d’appalto, sempre più bandi prevedono il riconoscimento di punteggi di merito per le offerte che includano la presenza di figure BIM certificate e propongano di implementare i processi con l’uso del BIM nelle fasi d’interesse. Le figure professionali certificate BIM, per questo motivo, sono molto richieste. 

Secondo il report OICE (l’Associazione nazionale, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica) rilasciato nel 2022, le prospettive del BIM in Italia sono nettamente in crescita. 

Ecco qualche dato: le stazioni di appalto nel 2022 hanno valutato il BIM nella sola metodologia in 112 casi con punteggi tra i 2-50 con una media di punteggio di 8. Mentre in altri 50 casi in cui si trovava riferimento al BIM sia nella metodologia che nella parte relativa alla professionalità dell’offerta, la media del punteggio attribuito si aggirava intorno a 20. La richiesta di esperienze o certificazioni BIM in fase di offerta è il 10% del totale, la ritroviamo infatti in 55 bandi di gara. 

L’impiego del BIM, quindi, ha assunto un particolare rilievo come premio attribuito all’offerente nell’ambito dell’utilizzo del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV) per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore a 40.000 euro: è accaduto in 252 gare su 534, cioè nel 47% delle gare. 

Cosa significa questo? Che la certificazione BIM non solo garantisce un vantaggio in sede di gara, ma si afferma come sinonimo di maggiore professionalità e preparazione tecnica, mostrandoti al mercato come un professionista in grado di stare al passo con i tempi, di guardare al futuro e sfruttare la propria preparazione tecnica a 360°. Perché, in caso non fosse chiaro dopo i dati riportati, il BIM è il futuro. Un futuro in realtà che è molto prossimo: se dal 1° gennaio 2019 il BIM obbligatorio per tutti gli appalti di importo di almeno 100 milioni di euro, dal 2025 sarà obbligatorio per le opere sopra la soglia del milione di euro, fino a diventare necessario per qualsiasi tipo di commessa. 

  1. RINTRACCIABILITA’ 

Il professionista certificato ha modo, concretamente, di promuovere la competenza riconosciuta contestualmente al superamento dell’esame, mediante la sua iscrizione al pubblico registro di Accredia. Esso è consultabile da Enti ed organizzazioni pubblici o privati, società e studi professionali, imprese, fornitori. La certificazione BIM quindi ti garantisce un posto tutto tuo in una vetrina importante consultabile dalla committenza privata e pubblica. 

occhiali appoggiati al pc con sfondo di schermi e dati

In conclusione, sappiamo che il percorso di formazione BIM di una spesa e di un investimento di tempo, ma la parola chiave è proprio questa: investimento. Scegliendo di Certificarti come BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist o CDE Manager scegli di investire nel futuro, scegli di investire in te stesso e in tutte le opportunità lavorative che verranno e in cui sarai valorizzato proprio grazie al tuo investimento. 

Sappiamo ciò di cui parliamo, ma soprattutto crediamo in ciò che insegniamo. 

Green BIM: la nuova frontiera del BIM

In questo articolo faremo un excursus su quanto la metodologia BIM possa essere utile e rilevante anche dal punto di vista della sostenibilità. Un mondo più green, tecnologico e moderno è possibile grazie al Building Information Modeling

Cosa significa Green BIM?

ponte di Singapore, esempio di architettura che dialoga con la natura

Quello che viene definito Green BIM, è un processo che prevede l’applicazione della metodologia BIM alla progettazione, costruzione e gestione di edifici ecosostenibili. Il BIM e la sostenibilità si incontrano per dare vita a quella che viene definita bioedilizia, ovvero la progettazione di edifici capaci di ridurre al minimo gli impatti negativi sul clima, sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, sia durante la fase di costruzione che nel corso dell’intero ciclo di vita dell’opera. 

Il tema del risparmio energetico è un tema caldo in questo periodo storico. Sicuramente avrete sentito parlare di classe energetica e di come classi energetiche più alte possano aumentare il valore di un edificio, ma non si tratta solo del valore di mercato dell’immobile, bensì di un vero e proprio vantaggio a lungo termine non solo per chi andrà ad abitarci, ma per l’intero Pianeta. 

Efficienza energetica e BEM

Un termine chiave del Green BIM è l’efficienza energetica, ovvero l’insieme di azioni di programmazione, pianificazione, progettazione e realizzazione che permettono il risparmio di energia in ambito edilizio. Ed è proprio in questa direzione che il Building Information Modeling entra in gioco. La modellazione energetica basata su metodologia BIM prende il nome di Building Energy Modeling (BEM), e ha l’obiettivo di integrare gli aspetti legati al comportamento energetico dell’edificio all’interno del processo di progettazione. Quindi, il BEM non è altro che un modello che consente di sfruttare i vantaggi applicativi del BIM nell’ambito delle prestazioni energetiche.   

In che modo il BIM riesce a garantire l’efficienza energetica? Grazie alla condivisione dei dati. Proprio grazie a questa condivisione, è possibile effettuare una modellazione energetica: stimare la quantità di energia che l’edificio andrà a consumare una volta realizzato. Queste simulazioni energetiche possono essere svolte in regime stazionario: basate su calcoli approssimati, non del tutto accurate, oppure possono essere svolte in regime dinamico: analisi basate sui fenomeni termo fisici controllati in tempo reale per tutti gli ambienti, come ad esempio:  

  • consumi energetici 
  • temperatura effettiva e percepita 
  • bilancio termico 
  • dispersione termica 
  • qualità dell’aria 
  • illuminazione solare e artificiale 

Grazie a queste simulazioni si può prevedere quale sarà il consumo di energia dell’edificio per tutto il suo ciclo di vita e ottimizzare eventuali scelte progettuali future per renderlo energeticamente più efficiente e ridurre così le procedure di manutenzione. 

Questo tipo di condivisione di dati viene definita progettazione integrata green e, oltre a garantire un risparmio temporale ed economico, risulta essere un vantaggio anche dal punto di vista dell’efficientamento energetico di un edificio; infatti, è proprio grazie a questo modo complementare di lavorare che si può valutare l’impatto del costruito sull’ambiente circostante in ogni fase: avvio del cantiere, manutenzione e futura possibile demolizione dell’edificio. 

BIM e Life Cycle Assessment

Il BIM risulta essere un alleato utile per il “Life Cycle Assesment (LCA)”, ovvero “Analisi del Ciclo di Vita”, una metodologia analitica e sistematica che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio, lungo il suo intero ciclo di vita. Il calcolo spazia dalle fasi di estrazione delle materie prime costituenti il prodotto, alla sua produzione, sua distribuzione, uso e sua dismissione finale, restituendo i valori di impatto ambientali associati al suo ciclo di vita. In sintesi, consiste in un approccio metodologico per valutare gli impatti ambientali di un prodotto o servizio lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, fornendo informazioni utili per prendere decisioni sostenibili. L’obiettivo principale dell’LCA è fornire informazioni oggettive e basate su dati scientifici sulle conseguenze ambientali delle attività umane. Queste informazioni possono essere utilizzate per prendere decisioni informate e promuovere pratiche più sostenibili. 

Questa analisi permette di costruire un eco-bilancio in diversi settori come quello industriale ma anche edile. La LCA trova quindi nel BIM un potente alleato, in grado di elaborare grosse quantità di dati e confrontarle tra loro in ogni fase. 

La Sidney Opera House: un esempio di progettazione green

Sidney Opera House

Questo tipo di analisi energetiche non sono effettuabili solo in fase di progettazione o costruzione, ma lo sono anche in eventuali interventi di ristrutturazione progettati in ottica BIM, ad esempio per una migliore qualificazione energetica di una costruzione datata. Ne è un esempio rappresentativo la Sidney Opera House, certificata zero emissioni. 

Questo edificio storico è stato oggetto di modifiche di efficientamento nel corso degli anni: 

Nel 2013, questo teatro dell’Opera è stato il protagonista di un efficientamento energetico senza precedenti: l’edificio storico grazie ai sistemi BIM e BMCS (Building Management Control System) ha ridotto i consumi energetici del 75% (intervenendo sul tipo di illuminazione e riducendo l’impiego dell’impianto di climatizzazione) e ha ridotto di circa 450 tonnellate l’anidride carbonica emessa ogni anno nell’atmosfera. 

Nel 2017 invece grazie ad interventi mirati sull’impianto di riscaldamento e raffrescamento c’è stata un’ulteriore diminuzione dei consumi energetici del 9%. 

L’obiettivo è quello di raggiungere nel 2023 la riduzione del 20% dei consumi energetici, il recupero dell’85% dei rifiuti e il raggiungimento delle 5 stelle (oggi sono 4) del Green Star Performance Rating del GBCA (Green Building Council of Australia).  

Siamo sicuri che il BIM sarà all’altezza di questo obiettivo. 

Perché la digitalizzazione dei processi è una buona idea per la tua impresa?

La digitalizzazione ha subìto un picco di forte crescita soprattutto durante gli anni della pandemia, anni in cui il mondo sembrava essersi fermato. Infatti, mentre le persone dovevano rimanere chiuse in casa, i loro dati viaggiavano in tutto il mondo. 

Vediamo nel dettaglio come la digitalizzazione sta intaccando il settore edile e delle costruzioni grazie a nuovi fondi e vantaggi. 

NUOVI FONDI  

Grazie ai fondi stanziati nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) gli investimenti nel settore stanno crescendo. 

Lo Stato ha destinato 30,6 miliardi all’innovazione alla digitalizzazione delle imprese, questo per incentivare il processo e trasformarlo in una realtà concreta per il futuro, garantendo dei risultati ottimali a livello di sicurezza, sostenibilità e risparmio economico sul lavoro di tutti i giorni: dalla progettazione alla gestione documentale. 

Inoltre, anche il Codice degli Appalti quest’anno ha stabilito provvedimenti finalizzati a incrementare l’impiego dei processi digitali a livello nazionale: 

  • I contratti pubblici saranno salvati in una banca dati nazionale. 
  • Verrà introdotto il fascicolo virtuale dell’operatore economico, appena reso operativo dall’ANAC. 
  • Si utilizzerà una piattaforma di approvvigionamento digitale. 
  • Le procedure del ciclo di vita dei contratti pubblici saranno automatizzate. 

DIGITALIZZARE UN’IMPRESA EDILE 

Digitalizzare i processi per un’azienda edile significa modernizzare e personalizzare le procedure, questo consente di rimanere al passo con i tempi senza farsi schiacciare dalla concorrenza, e di ottenere diversi vantaggi tra cui: 

  • Aumento della produttività: la digitalizzazione è un vero e proprio catalizzatore in grado di velocizzare il processo di progettazione e costruzione di nuovi asset e della gestione amministrativa e documentale. 
  • Crescita dei margini di guadagno: ricorrendo a processi digitali si ottiene un maggiore efficientamento del lavoro, che porta a un risparmio di tempo e risorse. 

Vediamo più nel concreto quali sono i processi digitalizzabili e come si può intervenire nella loro gestione: 

  1. GESTIONE DEI CONTRATTI 

Ogni fase viene controllata in modo accurato e dinamico, permettendo di snellire il lavoro e risparmiare costi e ore di lavoro amministrativo. 

  1. GESTIONE DEL WORKFLOW 

Gestione ottimizzata del budget, degli impegni, dei documenti più tecnici e delle scadenze. 

L’obiettivo è creare una procedura standardizzata che permetta all’impresa di velocizzare i tempi senza compromettere la correttezza dell’iter.  

In questo modo, firme, acquisizioni e protocolli potranno essere eseguiti in pochi istanti garantendo una maggiore sicurezza e protezione dei dati. 

cloud
  1. GESTIONE DI REPORT ISTANTANEI 

Saper interpretare e analizzare i dati, porta a una maggiore produttività e consente di prendere decisioni corrette a livello logistico: scegliere i giusti materiali e stabilirne la quantità necessaria per evitare sprechi, e a livello strategico: con un’analisi attenta dei report si può creare un programma di KPI, ovvero capire quali sono i lavori più convenienti a livello commerciale e finanziario.  

Analizzando i dati a disposizione, per esempio attraverso ad un software connesso al proprio gestionale, si possono creare report e analizzare i dati dei diversi reparti (da quello tecnico, a quello finanziario) in modo rapido e accurato, diminuendo la probabilità di incappare nell’errore umano. 

pc che mostra dati statistici
  1. GESTIONE DEI PREVENTIVI E DELLE SCADENZE 

Un software gestionale permette anche di redigere pratiche quotidiane come l’organizzazione dei preventivi, degli ordini e delle fatture, attraverso un database costantemente aggiornato. 

In questo modo risulta più semplice effettuare ciascuna di queste pratiche: 

  • impostare un capitolato d’appalto
  • analizzare i fabbisogni aziendali
  • analizzare i prezzi e i tempi di consegna
  • selezionare i fornitori migliori; 
  • pianificare e monitorare lo stato di avanzamento dei lavori;  
  • gestire il magazzino per conoscere le giacenze
  • controllare il flusso delle merci sia in entrata che in uscita. 
  1. NUOVE RISORSE E CLIENTI 

I giovani professionisti ricercano delle realtà lavorative stimolanti e all’avanguardia in cui potersi mettere in gioco e migliorare le proprie abilità. Inoltre, anche i potenziali clienti del mercato dell’edilizia, come requisito essenziale per stabilire a quale impresa rivolgersi, ricercano sempre di più l’avanguardia tecnologica: guardano al futuro e cercano delle realtà professionali, innovative ed efficienti. 

coworking di giovani che utilizzano pc

Nel 2023 se vuoi essere competitivo, non puoi fare a meno di convertirti alla digitalizzazione per ottenere risultati migliori, monitorare i tuoi dati e far crescere il tuo business. 

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