BIM e PNRR: sviluppo di progetti altamente digitalizzati e finanziamenti europei
Il 18 dicembre 2020 il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno raggiunto un’intesa sul Next Generation EU, cioè il programma per il rilancio economico dell’UE da 750 miliardi di euro, pensato per superare la crisi economica portata dalla pandemia.
Per averne accesso gli stati interessati hanno dovuto presentare il proprio piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) in cui illustrano in modo dettagliato le azioni che intendono intraprendere con i fondi europei (all’Italia sono stati accordati 209 miliardi), basandosi su quelli che sono i capisaldi e le missioni del Next Generation EU.
L’Italia ha presentato un PNRR in piena coerenza con il progetto Europeo e dedicando ben il 37% delle quote di investimento a “progetti green”, per una rivoluzione e transizione ecologica (59,47 miliardi) e il 20% a “progetti digital”, per l’innovazione competitività e cultura. Questo è sicuramente interessante dal punto di vista del settore delle costruzioni,
Tra gli obbiettivi principali c’è quello di creare delle solide basi per uno sviluppo sostenibile nel tempo che preveda una rapidità nell’esecuzioni di progetti anche complessi, semplificando gli strumenti in modo da farne aumentare la produttività. In questo scenario se si vuole usufruire dei fondi occorre attivare nuovi strumenti che possano essere ritenuti adeguati dall’Europa nel realizzare questa crescita.

Il BIM (Building Information Modeling) in questo diventa una risorsa preziosa. Il modello 3D racchiude in un modello digitale che permette agli operatori di disporre di una grande mole di informazioni tecniche, contribuisce al miglioramento sotto molti punti di vista tra cu quello del flusso di lavoro, della progettazione e della realizzazione e mantenimento di una costruzione.Date le esigenze di allineare le aziende nostrane sugli standard e sui requisiti che permettono l’accesso ai fondi europei l’Italia decide di stabilire delle norme.
La Normativa
L’Art. 48, comma 6 del Decreto Semplificazioni-Bis introduce nuove regole e specifiche per l’utilizzo del BIM negli appalti che rientrano nei finanziamenti del PNRR e del PNC (Piano Nazionale per gli investimenti Complementari).
Vantaggi e difficoltà
L’Italia riconosce Il BIM come una condizione che per i suoi vantaggi diventa sempre più fondamentale. Tra le opportunità della modellazione informativa troviamo sicuramente:
1) Gestione informativa utili in cantiere, anche con strumenti innovativi di realtà aumentata, utili della riduzione del fattore di rischio.
2) Tracciabilità dei materiali, delle forniture e dei processi di produzione e montaggio, anche al fine del controllo dei costi del ciclo di vita dell’opera.
3) Flussi di lavoro snelli e efficienti: tutti gli operatori possono lavorare contemporaneamente in un unico ambiente di lavoro condiviso, apportare modifiche e avere accesso a tutte le informazioni riguardanti il progetto.
4) Monitoraggio dell’intero ciclo di vita dell’opera, questo rende interventi di manutenzione e di ristrutturazione molto più facili e veloci.
5) La mole e la precisione delle informazioni permette una valutazione del Life Cycle Cost. Con il modello BIM è possibile, inoltre, effettuare un’analisi CAM (criteri ambientali minimi) e dar vita a valutazioni di economia circolare dei materiali. Una miglior efficienza contribuisce a mantenere in funzione l’intera risorsa più a lungo, riducendone i costi e allungandone il ciclo di vita.
6) Possibilità di introdurre strumenti digitali per la tracciabilità dei materiali e delle forniture e per la tracciabilità dei processi di produzione, integrazione con strumenti elettronici volti al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.
Per molte aziende è diventata un’esigenza oltre che un’opportunità quella dell’approccio al BIM, sia per accrescere il proprio valore che per non essere escluso dal mercato del lavoro. Questo approccio talvolta poco strutturato però favorisce alcune problematicità, tra cui:
- Mancanza di una pianificazione a lungo termine di quelli che possono essere le risorse necessarie a mantenere un work flow efficiente.
- Conoscenza poco approfondita del mondo BIM.
- Utilizzo di paradigmi di lavoro consolidati ma non digitali e applicati a flusso al nuovo flusso di lavoro digitale.
- forti disallineamenti negli output rispetto a quanto richiesto dovuti alla poca importanza data ai processi di verifica e validazione,spesso focalizzate su aspetti più formali che sostanziali.
- Livello di maturità digitale dei professionisti già presenti in azienda bassi.
- Poca importanza a quella che l’investimento nella formazione degli operatori.
Il BIM è sicuramente una metodologia innovativa che rappresenta un chiave di quello che è un grande progetto di implementazione. WE BIM crede molto nell’implementazione BIM, nelle sue potenzialità, si occupa di progetti BIM a 360 gradi, di sostegno al passaggio verso il digital twin, di supporto su vari fronti, di sostegno alle imprese nella scrittura di bandi in fase di gara (link servizio) e di formazione.
Dal nostro punto di vista quest’ultimo è fondamentale, l’azienda che vuole fare l’implementazione al BIM deve tenere conto serie di scelte rispetto ai flussi di attività, al cambio di organizzazione, ad un’implementazione di software e l’investimento sulla formazione di propri operatori

La Next Generation EU è l’occasioni degli stati membri per uscire dalla crisi pandemica, trasformare le economie, creare opportunità e posti di lavoro in settori rinnovati e nuovi. La possibilità di accesso ai fondi europei rappresenta una grande spinta propulsiva di quello che sarà il futuro delle costruzioni, occorre quindi stare al passo con i tempi e sfruttare questo momento!




